Category: PROFESSIONALI

1. Nel caso di una Pubblica Amministrazione, per l’affidamento di servizi tecnici SIA (Progettazione, verifica, CSE, Direzione Lavori, ecc…) di solito si ha l’incarico di preparare per la fase di gara un capitolato tecnico in cui sono indicati i servizi richiesti e le condizioni contrattuali. Dopo aver ricevuto l’offerta da parte di uno studio o professionista segue l’ordine. Il documento dell’ordine è equivalente ad una lettera di incarico per il servizio richiesto oppure, a valle dell’ordine fatto alla
ditta/studio, dovrebbe seguire una lettera di incarico specifica?

2. Se serve una lettera di incarico , che informazioni dovrebbe contenere?
L’incarico dovrebbe essere protocollato e firmato dal Committente (nel nostro caso il Direttore della Struttura) o anche dal RUP? È sempre obbligatorio il protocollo o basta una PEC?

3.PNRR: Relativamente al principio Do Not Significan Harm (DNSH) che rimanda ai criteri GPP, poiché il progetto è stato affidato ad uno studio di progettazione esterno chi dovrebbe fare questa relazione? La dichiarazione la dovrebbe fare il RUP che segue l’opera definendo i requisiti che sono stati considerati e applicati secondo le linee guida? E’ possibile avere degli esempi applicabili ai Data Center?

4.PNRR: Se il RUP del progetto è diverso dal RUP che seguirà la parte esecutiva dei lavori, chi dovrebbe accertarsi del rispetto del principio DNSH? Il RUP dei lavori in quando deve comunque fare la validazione?

5. Esiste un elenco dei requisiti/linee guida che dovrebbero essere richiesti ad un progettista o dei documenti che dovrebbero essere prodotti dai progettisti e, successivamente, durante la realizzazione dell’opera per essere conformi ai requisiti PNRR ?

 

1. alla fase di affidamento segue una comunicazione di aggiudicazione (o non aggiudicazione), a seguire dovrebbe venire stipulato il contratto
dell’appalto del servizio di progettazione, i cui contenuti dovrebbero richiamare i contenuti del capitolato tecnico e tutta la parte relativa alla disciplina economica, alle indicazioni in caso di contenzioso (foro competente, ecc.), privacy ecc.

2. E’ l’Amministrazione a definire i poteri di firma dei vari soggetti coinvolti. In linea di massima il Contratto lo dovrebbe firmare il legale rappresentante dell’Ente, eventualmente sostituito/supportato da altro soggetto appositamente nominato per la stipula di contratti, che potrebbe essere il RUP. In ogni caso ritengo che la PEC sia già una forma di trasmissione più che idonea, il protocollo è solo uno strumento per agevolare l’eventuale rintracciamento della corrispondenza, ma l’elemento essenziale è a mio avviso il contratto sottoscritto da entrambe le parti (professionista e rappresentante dell’Amministrazione)

3. Ciascun RUP deve validare le attività di propria competenza. Ricordo che la verifica progettuale e successiva validazione parte fin dalla prima fase di progettazione. In ogni caso la validazione non dovrebbe entrare nel merito tecnico del progetto, che rimane aspetto di competenza del Progettista, ma dovrebbe attestare più che altro la completezza (rispetto ai contenuti minimi previsti da normativa) e coerenza del progetto con le aspettative (fabbisogni) dell’Ente che dovrebbero essere stati esplicitati nel capitolato tecnico di progetto.

4.Il DNSH appare un principio prettamente progettuale, quindi sicuramente il RUP che ha seguito la fase progettuale nel validare il progetto dovrebbe attestare anche il rispetto di tale principio.

5.I documenti che compongono un progetto sono sempre quelli definiti dalla L.207/2010 (artt. da 14 a 43). E’ in fase di completamento il nuovo codice appalti che andrà a ridefinire anche i contenuti della progettazione, ma fino ad allora occorrerà far riferimento alle normative in vigore.