Vi comunichiamo un importante aggiornamento su un tema che negli ultimi anni ha generato pesanti stalli burocratici, oneri imprevisti e forti incertezze operative: l’applicazione del vincolo paesaggistico (ex Legge Galasso, oggi art. 142 D. Lgs. 42/2004) nelle Zone B del Comune di Padova, all’interno della fascia di rispetto dei 150 metri dai corsi d’acqua.

Come noto, la norma nazionale esenta dal vincolo le Z.T.O. A e B. Tuttavia, se per il centro storico non vi sono mai state ambiguità, per le Zone B- che il P.R.G. di Padova del 1983 definiva “Zone di Completamento” – si è creata nel tempo una pericolosa frattura:
– Fino al 2019 ha prevalso la prassi d’ufficio: le aree non venivano assoggettate a vincolo.
– Dal 2019, I’Amministrazione ha iniziato a richiedere l’autorizzazione paesaggistica.
– Nel 2022, con il nuovo Piano degli Interventi, il Comune ha inserito le fasce di rispetto in cartografia.

Questo passaggio ha gettato in un grave limbo giuridico gli immobili realizzati tra il 1985 e il 2022:decine di interventi regolarmente assentiti dal Comune (con normali Permessi di Costruire o CDU) che, venendo meno il principio di esclusione, rischiavano improvvisamente l’accusa di illegittimità.

Di fronte a questo scenario, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova, congiuntamente con l’Ordine degli Architetti P.P. e C. di Padova ed il Collegio dei Geometri, ha scelto la via della concretezza, commissionando un parere legale pro-veritate all’Avv. Prof. Alessandro Calegari per offrire al Comune una solida via d’uscita giuridica.

Un primo obiettivo è raggiunto: la delibera n. 48/2026
Con l’approvazione di questa Delibera di Consiglio Comunale, I’Amministrazione ha condiviso ed accolto la tesi degli Ordini e Collegio, fissando un dies a quo (una data certa di decorrenza) per l’operatività del vincolo ope legis.

In termini pratici, questo atto mette formalmente al riparo da rischi di illegittimità tutti gli interventi realizzati “medio tempore” in buona fede da cittadini e tecnici, sanando la frattura storica. Un traguardo per il quale ringraziamo il Comune di Padova, e in particolare il Vicesindaco Antonio Bressa, per l’apertura e la lealtà istituzionale dimostrate.

Il prossimo passo: disinnescare il vincolo per il futuro
Incasellato e protetto il passato, l’azione degli Ordini si sposta ora sulla Fase 2: spingere il Comune, di concerto con la Regione Veneto e la Soprintendenza ad una ricognizione ora per allora delle storiche Zone di Completamento.

L’obiettivo è dimostrare oggettivamente che quelle aree possedevano i parametri di “Zona B” già nel 1985, escludendo così dal vincolo porzioni di città ampiamente urbanizzate, sulle quali una tutela di tipo paesaggistico risulta oggi un anacronismo burocratico. Un’azione che si inserisce perfettamente nel solco del Tavolo permanente per la Sburocratizzazione (D.G.R. Veneto n. 1556/2025).
In un’ottica di costruttiva collaborazione istituzionale, continueremo a seguire l’iter avviato, fiduciosi che gli intenti condivisi si tradurranno nel minor tempo possibile in atti concreti, a beneficio non solo della nostra professione ma dell’intera città.

DELIBERA 

PARERE LEGALE